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In quest' opera Le Boulch affronta il problema, interdisciplinare, del movmento umano, partendo dalla prospettiva globale di un recupero del corporeo, al fine di giungere a a conclusioni che dovrebbero risolversi in radicali innovazioni d'ordine educativo
. E' un problema per il quale la letteratura straniera e assai più nutrita della nostra,si tratta di indagine fisiologica, psicologica, sociologica, fisiologica o storica. Ne è prova anche l'ampia introduzione italiana del traduttore e curatore che pone a raffronto la originalissima ricerca di Jean Le Boulch con una serie di operedi psicologi, psicoanalisti e pedagogisti tutti stranieri; avrebbe, d' altronde, dovuto limitarsi alla sola letteratura stranieraanche se si fosse posto nella prospettiva degli studiosi dell' educazione fisica contro cui il Le Boulch muove, del resto, aspre critiche. A voler sintetizzare questa poliedricae al tempo stesso unitaria indagine si potrebbe affermare che l'Autore ha voluto dimostrare come << l' educazione nella motricità debba consistere nel porre le strutture corticali in grado di avere un ruolo effettivo nella programmazione della risposta motoria>>, per cui la relazione motoria, incessantemente rinnovata, deve essere anche la relazone intelettuale ed affettiva del soggetto col mondo esterno. E' un opera che, come afferma il titolo, svela agli studiosi dei problemi educativi una nuova scienza: la psicocinetica . La lettura di questo libro sarà utile a tutti coloro che debbono utilizzare il movimento come mezzo educativo essenziale: agli insegnanti di ginnastica, agli educatori e rieducatori della psicomotricità, a maestri, specialisti cinesiterapeuti. Ma anche agli psicologi, i medici e tutti coloro che si interessano alle Scienze Umane troveranno in quest' opera molte considerazioni originali sui problemi fondamentalida cui possono essere preoccupati.
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